Fondazione Teatri di Piacenza
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25 marzo 2018
IL CORSARO - GIUSEPPE VERDI - 4 e 6 maggio 
25 marzo 2018

Mercoledì 2 maggio 2018 ore 15.30 (Anteprima per le Scuole)
Venerdì 4 maggio 2018 ore 20.30 (Turno A) 
Domenica 6 maggio 2018 ore 15.30 (Turno B)

GIUSEPPE VERDI

IL CORSARO

Melodramma tragico in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave
dal poemetto The Corsair di George Byron

Personaggi e interpreti 
Corrado Iván Ayón Rivas
Medora Serena Gamberoni
Seid Simone Piazzola
Gulnara Roberta Mantegna
Selimo Matteo Mezzaro
Giovanni Cristian Saitta
Un Eunuco/Uno Schiavo Raffaele Feo

Matteo BELTRAMI, direttore
Lamberto PUGGELLI, regia 
ripresa da GRAZIA PULVIRENTI PUGGELLI

Marco CAPUANAscene
Vera MARZOTcostumi
Andrea BORELLIluci
Renzo Musumeci GRECO, maestro d'armi
Pier Paolo ZONI, assistente alla regia

ORCHESTRA REGIONALE DELL'EMILIA ROMAGNA
CORO DEL TEATRO MUNICIPALE DI PIACENZA
Corrado CASATImaestro del coro

Coproduzione
Fondazione Teatri di Piacenza
Fondazione Teatro  Comunale di Modena

Allestimento del Teatro Regio di Parma

Si chiude nel segno di Giuseppe Verdi la Stagione d'Opera 2017/2018 della Fondazione Teatri di Piacenza. Venerdì 4 maggio alle 20.30 e domenica 6 maggio alle 15.30 (con anteprima aperta agli studenti mercoledì 2 maggio alle 15.30), la nave de Il corsaro approda finalmente al Teatro Municipale, dove l'opera venne allestita unicamente nel 1852 per poi scomparire definitivamente dal palcoscenico di Piacenza, e fino alla seconda metà del Novecento anche dai cartelloni italiani. Un'occasione preziosa per tornare a questo titolo verdiano tratto dall'originale di Byron “The Corsair”, su libretto di Francesco Maria Piave, che debuttò al Teatro Grande di Trieste il 25 ottobre 1848 e che come il suo protagonista Corrado ebbe dunque un destino quanto mai inquieto e avverso.


L'allestimento, nato al Teatro Regio di Parma nel 2004 e firmato da Lamberto Puggelli, indimenticato Maestro della regia teatrale scomparso nel 2013 e che proprio in questi giorni avrebbe compiuto 80 anni, torna ora a nuova vita, ripreso da Grazia Pulvirenti Puggelli, coprodotto da Fondazione Teatri di Piacenza e Fondazione Teatro Comunale di Modena. La direzione musicale è affidata a Matteo Beltrami, uno dei più preparati direttori d'orchestra della sua generazione, apprezzato nei teatri internazionali come valido specialista del repertorio operistico italiano, alla guida dell'Orchestra Regionale dell'Emilia-Romagna e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. Nel cast giovani e affermati cantanti: il tenore emergente Iván Ayón Rivas (Corrado), che a soli 25 anni ha già cantato in importanti Teatri, il soprano Serena Gamberoni (Medora), che fa ritorno al Municipale di Piacenza dopo il successo ottenuto ne La Wally nella scorsa stagione; il baritono Simone Piazzola (Seid) vincitore del Premio Abbiati, il soprano Roberta Mantegna (Gulnara), che ha preso parte al progetto Fabbrica - Young Artist Program dell'Opera di Roma, il tenore Matteo Mezzaro (Selimo), il basso Cristian Saitta (Giovanni) e il tenore Raffaele Feo (Un eunuco/Uno schiavo).
Il palcoscenico si trasforma in nave grazie alle evocative scenografie create da Marco Capuana. A sottolineare il carattere esotico e piratesco dell'opera i costumi disegnati da Vera Marzot, mentre lo spazio scenico è illuminato dalle luci di Andrea Borelli. Gli spettacolari duelli tra gli spadaccini sono affidati alla sapiente esperienza del maestro d'armi Renzo Musumeci Greco, che ha lavorato al fianco dei più grandi registi del cinema e del teatro.
Reale e simbolico al contempo, il mare è grande protagonista di quest'allestimento. Come spiega Grazia Pulvirenti: esso “diviene il simbolo della tensione romantica dell’opera, non a caso tratta da un poema di Lord Byron, una tensione che culmina in una ricerca di assoluto attraversando l’orrore delle guerre e della storia. Il mare viene circoscritto teatralmente nel gioco delle scene in rapido mutamento, virtuosisticamente disegnate da Marco Capuana: in esse il pieno e il vuoto sono definiti da vele che si alzano e si abbassano, si raccolgono o si spiegano al vento”.
Il Corsaro è un’opera che sa di mare, dove si sente il mare, come nel Simon Boccanegra”, aveva scritto Lamberto Puggelli negli appunti alla messinscena. E come l'ideale chiusura di un cerchio, anche la Stagione d'Opera del Teatro Municipale di Piacenza, che si era aperta proprio con Simon Boccanegra e le sue navi, passando poi dall'acqua di Venezia ne La Gioconda, si conclude ora a vele spiegate per Il corsaro verdiano.