Fondazione Teatri di Piacenza
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07 luglio 2018
ESTATE AL FARNESE  10 luglio - 12 settembre 2018
07 luglio 2018
estate al Farnese
Dopo quasi vent'anni, la città di Piacenza, per il tramite della Fondazione Teatri di Piacenza e dell’Assessorato alla Cultura del Comune, torna a promuovere una rassegna estiva di spettacoli  a Palazzo Farnese. Il  progetto nasce dalla sinergia di ArteMusica, Associazione Novecento e Musica & Cultura. In programma dieci spettacoli, tra musica rock/progressive, classica, pop, prosa, cabaret e divulgazione culturale: 

10 luglio - ore 21,30 (ingresso € 10)
PAOLO CEVOLI SHOW
Uno dei più amati comici italiani degli ultimi anni si esibisce in un assolo, sorta di rapsodia comica a partire dagli spunti più interessanti dall’italica cronaca (e non solo). Lanciato a partire dal 2002 dal programma tv Zelig nelle vesti dell’assessore Cangini Palmiro, l’ascesa di Cevoli ai vertici del gradimento del pubblico televisivo non ha più conosciuto soste. Ad oggi è considerato il comico italiano di maggior talento. Negli ultimi anni è stato protagonista altresì di spettacoli teatrali di successo quali Ah, che bel vivere! (2005) con Claudia Penoni, La Penultima Cena (2010), Musica Maestro (2011) con Andrea Poltronieri, Caterina Soldati e Roberto Ravaioli, Il Sosia di Lui (2012), Perché non parli (2015), La Bibbia (2017).



17 luglio – ore 21 (ingresso € 10)
Opening: Sezione Frenante

Nel 1974 prendono forma le prime esperienze della band sotto diversi nomi e diverse situazioni che continuano per tutto il decennio ma è nel 2006 che inizia un nuovo sodalizio, la formazione cambia di poco rispetto a quella iniziale; ai quattro fondatori, Alessandro Casagrande (batteria), Mirco De Marchi (tastiere), Doriano Mestriner (chitarra), Federico Berto (testi e registrazioni), si aggiungono il bassista Sandro Bellemo e il cantante Francesco Nardo. Lentamente prende vita l’idea di completare il materiale composto molti anni prima, nasce cosi` “Metafora di un Viaggio”, concept album ispirato al poetico viaggio di Dante Alighieri. Con questa esperienza musicale la Sezione Frenante torna sulla scena e si affaccia al pubblico internazionale.
La musica che la Sezione Frenante propone può essere assimilata al progressive rock, genere preferenziale nel quale sono cresciuti, indispensabile per descrivere l’immaginario creato da una musicalità fantastica ricca di suggestioni sonore sorrette da testi che guidano nel mondo del surreale.
OSANNA
Gruppo storico del rock partenopeo nato dalle ceneri dei “Città Frontale”, ha esordito nel 1971 con “L’uomo”, album seminale per il rock italiano degli anni 70, seguito poi dal grande successo di Palepoli l’anno successivo. Le loro esibizioni erano sostenute anche da coreografie create attraverso la teatralità della tradizione mediterranea con richiami alla Commedia dell’arte. Gli Osanna furono pionieri nella fusione di elementi della musica classica, del rock e del jazz, speziati con il calore mediterraneo. Molti degli straordinari musicisti della band si sono distinti in varie formazioni napoletane, accompagnando spesso Pino Daniele in concerto. Oggi il gruppo, debitamente rinnovato, sta riscuotendo un lusinghiero successo a livello internazionale, esibendosi in prestigiosi festival e partecipando ai più noti programmi televisivi. 


 
19 luglio – ore 21.30 (ingresso gratuito)
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore: Yusuke Kumehara - Violino solista: Giuseppe Gibboni

Programma:
Mendelssohn, Le Ebridi, ouverture op. 26
Paganini, Concerto n. 1 per violino e orchestra in re maggiore
Mendelssohn, Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90 “Italiana”
Nata nel 1945, l’orchestra milanese I Pomeriggi Musicali è una delle più rinomate Istituzioni concertistico-orchestrali italiane. Nel panorama musicale del dopoguerra i Pomeriggi hanno contribuito in modo decisivo alla diffusione della musica dei grandi del ‘900, promuovendo e commissionando al contempo nuove opere a giovani compositori, che diverranno i protagonisti della musica contemporanea italiana. L’orchestra dei Pomeriggi Musicali è stata il trampolino di lancio verso la celebrità di numerosi allora giovani artisti quali Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Sergiu Celibidache, Riccardo Chailly, Carlo Maria Giulini, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Salvatore Accardo, Arturo Benedetti Michelangeli, Nathan Milstein, Maurizio Pollini, fra gli altri.
Il programma ammaliante e coinvolgente della serata prevede l’esibizione nel concerto di Paganini del pirotecnico talento violinistico di Giuseppe Gibboni, enfant prodige salernitano del terzo millennio nato nel 2001 e cresciuto sotto la guida di Salvatore Accardo. Affermatosi in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali, una particolare curiositaà suscita il nuovo record di velocità stabilito da Gibboni nel marzo 2015 nell’esecuzione de “Il Volo del Calabrone” di N. Rimskij-Korsakov, brano concluso in soli cinquanta secondi.
Il giovane direttore d’orchestra giapponese Yusuke Kumehara guiderà quindi l’orchestra dei Pomeriggi nell’esecuzione della celeberrima sinfonia ‘Italiana’ di Felix Mendelssohn.





24 luglio - ore 21 (ingresso €5)
PROWLERS

I Prowlers sono una band tra progressive, rock e folk con oltre vent’anni di carriera alle spalle che introdurranno e, in certo senso, ‘intoneranno’ le atmosfere shakespeariane interpretate da Mino Manni e Marta Ossoli. L’ensemble propone un progressive dal sapore medievale/rinascimentale fatto di suggestioni acustiche e melodie arcane.
SERATA SHAKESPEARIANA
“...e se l’amore è cieco, la notte è il suo elemento...”
di e con MINO MANNI e MARTA OSSOLI
Le più famose scene d’amore tratte da Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, La Bisbetica domata, Riccardo III, Amleto, Macbeth , Antonio e Cleopatra e Otello.
Le vette del teatro elisabettiano in una recita di alcuni brani dell’immortale Bardo di Stratford-upon-Avon. Tutti i suadenti profumi delle notti shakespeariane nella notte piacentina. Mino Manni, noto attore e regista nato e cresciuto a Piacenza, vive a Milano da diversi anni. Diplomato alla Bottega Teatrale di Vittorio Gassman, lavora con i più grandi registi e attori del teatro italiano fra i quali Giancarlo Cobelli, Glauco Mauri, Roberto Herlitzka, Piera Degli Esposti, Alessandro Preziosi, Franco Branciaroli, Paola Pitagora e Michele Placido. Nel 2010 fonda con Alberto Oliva la compagnia I Demoni. Marta Ossoli, dopo aver conseguito il diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, lavora col Teatro Colla, col Teatro Out-Off diretta da Lorenza Loris, il CTB e il Teatro Carcano, col quale gira l’Italia nell’ambito della produzione ‘La coscienza di Zeno’ al fianco di Giuseppe Pambieri e diretta da Maurizio Scaparro.




31 luglio - ore 21.00 (ingresso € 10)
Opening: VENEGONI & CO.

Venegoni & Co è un gruppo musicale rock/jazz fondato da Gigi Venegoni sulle ceneri degli Arti e Mestieri nel 1977, anno nel quale incidono il loro album per la Cramps di Gianni Sassi. Nelle prime formazioni della band militò come tastierista anche Ludovico Einaudi. Esce quest’anno il loro nuovo album, già accolto con entusiasmo dalla critica.

SAINT JUST
di Jenny Sorrenti – Ospite d'onore ALAN SORRENTI

Saint Just hanno una storia assai particolare, come particolare è il loro status nell’ambito del rock italiano d’autore. Il nome è ispirato al rivoluzionario francese Louis Antoine de Saint-Just, ghigliottinato a 27 anni. Capitanati da Jenny Sorrenti, incisero — cosa assai rara — due album per la mitica etichetta inglese Harvest, la stessa dei Pink Floyd. Musica sognante, antesignana di quel dream pop oggi assai di moda, Il gruppo nasce nel 1973 come trio, formato da Jane Sorrenti che non aveva ancora cambiato il nome in Jenny (voce), Toni Verde (chitarra, basso, voce) e Robert Fix (sax), incentrato sulla bellissima voce femminile di Jane, anche autrice dei testi.
Il primo album di Saint Just, al quale partecipa anche il fratello Alan Sorrenti, il percussionista Tony Esposito, Mario D’Amora alle tastiere e Gianni Guarracino alla chitarra elettrica, è  un interessante esperimento di rock progressive con influenze classicheggianti e di musica popolare.
L’anno successivo Robert Fix lascia il gruppo e si unisce a Tony Esposito; entrano Tito Rinesi (chitarra, voce), Andrea Faccenda (chitarra, tastiere) e Fulvio Maras (batteria, percussioni). L’album che ne deriva, al quale partecipa anche Vince Tempera come strumentista, e` La casa del lago, secondo e ultimo LP del gruppo che subito dopo si scioglierà. Jenny Sorrenti ha ricostituito il gruppo che ha appena appena rilasciato un nuovo album che presenteranno in anteprima in occasione del concerto piacentino. In questa occasione si esibira` come ospite d’onore anche il fratello di Jenny, Alan Sorrenti, anch’egli da poco ritornato sulle scene dopo i clamorosi successi degli anni ’70.



2 agosto – ore 20.30 (ingresso € 10)
Opening: Flidge + Ku.dA

I Flidge sono nati nel 2013 come un trio acustico formato da Elia Callegari (voce), Alessandro Landini (chitarra e seconda voce) e Francesco Marini(chitarra); con questa formazione hanno vinto il premio per la miglior voce ad un concorso per band emergenti presso Castiglione d’Adda. Nell’anno seguente si sono aggiunti Luca Maserati alla batteria e Juan Rinaldini al basso, cambiando il genere della band in un indie-alternative rock in elettrico. Dal 2014 hanno suonato nella provincia di Piacenza partecipando a diversi festival, tra cui Tendenze, Orzorock, Cuncertass e ad alcune feste studentesche. Con la formazione ormai permanente hanno suonato al Campus Industry di Parma, sia nel 2015 che nel 2016 al motoraduno degli Hells Angel MC Cremona, vinto il concorso Ponterock e vinto il Contest rock in Trebbia 2016. Nel corso di settembre 2016 la band, precedentemente chiamata Blue Freedom, ha cambiato nome in Flidge, per evidenziare il cambiamento di rotta e di passaggio da cover band di amici, ad un progetto piu` professionale, indirizzato alla produzione di brani inediti con la volonta` di uscire dalla propria citta` natale. Nel 2017 hanno partecipato al Fiat Music tour, suonando al festival Collisioni a Barolo e al teatro Ariston di Sanremo. Il 15 gennaio 2018 e` uscito il loro primo singolo “Sweeter”, con un video totalmente auto prodotto. In questo momento si stanno concentrando sulla la realizzazione di nuovi brani inediti che in seguito portera` alla produzione di un ep.
KU.dA
Nuova giovanissima band che dopo centinaia di concerti live, partecipazioni prestigiose ( X-Factor tra le altre), e vittorie di contest nazionali ed internazionali fanno uscire il loro primo album. La musica è un incrocio tra Sting e Peter Gabriel, Porcupine tree e Muse. Un Sound moderno ma col fascino dell’antico, la ruvidezza del giovane col sentimento dell’anziano. “Kudalesimo” è un viaggio attraverso diverse dimensioni coesistenti.
GIORGIO “FICO” PIAZZA (PFM)
Giorgio “Fico” Piazza è stato membro fondatore della PFM con la quale ha realizzato i primi album, quelli di “Impressioni di Settembre”, per intenderci: oggi riscuote un grande successo in tutti i festival internazionali accompagnato da una band di giovanissimi e talentuosi ragazzi, per riproporre i modo originale i brani che portarono il suo gruppo, la Premiata Forneria Marconi, al successo mondiale. ‘Fico’ Piazza suonò quindi in "Storia di un minuto" e "Per un amico" (dedicato a Claudio Rocchi) del 1972, e in "Photos of Ghosts" del ‘73, che in sostanza era una versione in inglese (traduzioni di Pete Sinfield) dei precedenti lavori, realizzato con l’obiettivo di sfondare anche sul mercato anglo-americano grazie alla etichetta di Greg Lake degli Emerson, Lake & Palmer, la Manticore, che li lanciò all’estero. Ma il basso di Giorgio non si limita ai primi due mitici album della PFM ma ha caratterizzato, col suo iconico stile percussivo, la maggior parte dei successi di Lucio Battisti, solo per citare un nome altrettanto mitico o alle altrettante leggendarie session con Ritchie Blackmore (Deep Purple). Con il progetto “Per Fare Musica”, che ha coinvolto una band di giovani musicisti, seguiti personalmente nel corso della loro crescita musicale, Fico Piazza riproporrà live gli indimenticabili brani dei primi due album della P.F.M.


29 agosto – ore 21 (ingresso € 10)
Opening: Annie Barbazza
with Marco Colombo and Irma Zanetti

Annie Barbazza, giovane musicista piacentina, ex-allieva del Nicolini, è una stella nascente del firmamento musicale internazionale. E’ stata chiamata al mitico Café Oto a Londra all’inizio dell’anno corrente, ha suonato e cantato dal vivo con personaggi del calibro di Robyn Hitchcock, gli Area, Peter Hammill, Paul Roland, Eugenio Finardi e Greg Lake che la ha definita come “una delle più belle voci femminili che abbia mai sentito", invitandola giovanissima per il celebre concerto al Teatro Municipale di Piacenza assieme a Aldo Tagliapietra delle Orme e Bernardo Lanzetti dell’Acqua Fragile e PFM, divenuto poi un album di successo.
Annie quest’anno ha pubblicato un album per la Manticore Records, l’etichetta di Emerson Lake & Palmer che lanciò la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso nel mercato internazionale.
Annie Barbazza si esibisce in uno spettacolo, Annie’s Playlist, concepito per lei da Greg Lake che vede al suo fianco il blasonato musicista Marco Colombo, dalla critica considerato uno dei migliori chitarristi italiani, da sempre al fianco di Gianna Nannini e altre star nazionali e internazionali e l’attrice e scrittrice Irma Zanetti che introdurrà alcuni brani.
ALDO TAGLIAPIETRA (ex ORME)
Aldo Tagliapietra, storica voce e frontman delle Orme, ha rappresentato la punta di diamante del rock d’autore italiano. Del gruppo veneziano, infatti, Aldo è stato il principale compositore sapendo unire il linguaggio del rock internazionale, e anglosassone in particolare, alla melodia italiana. Sue sono le ballad piu` ammalianti e amate degli ultimi decenni quali “Gioco di Bimba” e “Felona”.
Aldo nasce a Murano, figlio di un maestro vetraio. A venti anni, nel 1965 acquisisce la licenza in teoria e solfeggio al conservatorio Cesare Pollini di Padova. Inizia l’attività artistica vera e propria nel 1966 formando il gruppo Le Orme. Questi ultimi, inizialmente protesi verso il Beat, si indirizzeranno agli inizi dei ‘70 verso il Rock progressivo, fornendo un contributo rilevante al genere, non solo a livello nazionale, ma addirittura mondiale (il loro concept Felona e Sorona e` inserito, al posto 68, tra i primi 100 album di rock progressivo di sempre nella classifica stesa dal sito www.progarchives.com)
Nel 1984, in un momento di pausa dell’attività delle Orme, Aldo intraprende per la prima volta la strada da solista e realizza l’album “...nella notte”, in cui compie un lavoro di recupero delle radici del rock. La sua attività musicale personale, sempre caratterizzata dalla ricerca, continua anche in seguito parallela a quella del gruppo. Quando nel 1994 incontra Budhaditya Mukherje e inizia a studiare il Sitar, affascinante strumento indiano e sua antica passione, si delinea per lui una nuova e importante fase artistica. Le lezioni si svolgono tra Venezia, Londra, Francoforte e Calcutta. Su questo strumento Aldo scrive anche un Metodo non ancora pubblicato (Manuale di musica indiana e Sitar). Nel 1998 dopo l’ultimo viaggio in India, vuole esprimere il significato di quell’esperienza, in cui la sua formazione occidentale si era incontrata con la filosofia e la musica indiana, e compone Il viaggio, dove impiega per la prima volta il Sitar come strumento principale. Nel maggio 2008, dieci anni dopo, esce il cofanetto dallo stesso titolo che contiene il cd e un libro, un’autobiografia in cui il viaggio in India diventa una metafora della vita e Aldo racconta la sua, vissuta attraverso gli anni del Beat, del Rock, tra le sperimentazioni musicali, fino ai Raga indiani.
L’importante tournée delle Orme in Canada alla fine del 2009 e` l’ultima con Aldo Tagliapietra. Da quel momento in poi gli altri componenti della band andranno avanti senza di lui e continueranno ad usare il nome Le Orme. Aldo percio` riprende la sua attivita` come solista e comincia a scrivere un album di inediti, fino al settembre del 2010 quando riallaccia i rapporti con Toni Pagliuca, ricostituendo il binomio degli autori rimasti nella storia delle Orme, e insieme a Tolo Marton, i tre partecipano a un importante Festival svoltosi a Roma per il quarantennale della musica progressiva in Italia, con Carlo Bonazza alla batteria. Ma il tour che li vede ancora una volta insieme sul palco per un grande evento di musica delle Orme si interrompe a causa delle conseguenze delle vicende giudiziarie sull’uso del nome del gruppo. Insieme regalano solo altro quattro memorabili concerti definiti l’evento Prog dell’anno con Manuel Smaniotto alla batteria.
A maggio 2011 esce Unplugged, un doppio cd che contiene i successi della sua carriera, registrato dal vivo in studio. E’ la prima volta che vengono racchiusi in una raccolta brani delle Orme e alcuni tratti dagli album solisti, riarrangiati in chiave semi-acustica.
Nella pietra e nel vento, il suo primo disco di canzoni inedite scritto dopo l‘uscita dalle Orme, esce a gennaio 2012 e si inserisce nella tradizione della sua tipica vena melodica di cantautore prog. A febbraio accompagna a San Remo Adriano Celentano che lo ha chiamato, come precedentemente avevano fatto anche i Pooh, a suonare per lui il Sitar. Trovati nuovi stimoli, nuove sensazioni e soprattutto una rifiorita vena artistica, nel corso del 2012 compone anche un concept inedito dal titolo L’Angelo Rinchiuso, scritto in occasione del 40° anniversario dell’album più famoso delle Orme divenuto un capolavoro della storia del prog italiano "Felona Sorona" del 1973. Questo suo ultimo lavoro, una suite prog, è uscito in tutti i negozi il 10 settembre 2013.
Da qualche anno è impegnato nei concerti celebrativi della sua carriera, con tanti indimenticabili successi e ospiti, ma non ha nel frattempo trascurato la scrittura. E’ ultimata anche la lavorazione del nuovo disco, "Invisibili realtà", da poco uscito e che ha riscosso un successo unanime di critica. La voce in falsetto dell’artista darà al gruppo uno dei suoi maggiori elementi di continuità e di riconoscimento.. Proprio a Piacenza per il suo immenso contributo al rock progressivo italiano come autore e performer è stato invitato sul palco del Municipale da Greg Lake assieme alla giovanissima Annie Barbazza e Bernardo Lanzetti,




4 settembre – ore 21.30 (ingresso € 10)
Opening: KERYGMATIC PROJECT

I Kerygmatic Project nascono nel 1998 con la finalità di comporre brani originali che recuperassero nello stile e nella realizzazione la grande tradizione del progressive rock britannico degli anni settanta e ottanta, tradizione rinnovata secondo una nuova chiave di lettura in grado di abbracciare anche differenti stili, tanto da costituire un sound originale e ben riconoscibile.
Le composizioni dei Kerygmatic Project risentono, infatti, dei vari contributi ricavati dal rock, dal pop, dal jazz, dalla fusion e dalla musica classica, proponendo composizioni che, di fatto, difficilmente potrebbero essere categorizzate in un genere ben preciso e che sono il frutto di una ben definita filosofia. Secondo una definizione che sembra appropriata, i Kerygmatic Project possono essere considerati come l’espressione più fresca del prog & pop, termine coniato dal gruppo, in quanto sono tra i pochi ad aver posto in una coesione non stucchevole, ma
ben equilibrata, ciò che di gradevole e non banale deriva della musica pop con l’art-rock derivato dalla tradizione del progressive. La scelta di organizzarsi in trio, dando molta parte alle tastiere, non è solo un elemento che può ricordare gli Emerson, Lake & Palmer, ma anche l’espressione piu` tipica di chi vuol fare con l’essenziale qualcosa che lo trascenda. Alcuni fra gli estimatori del gruppo, lo definiscono un trio alla Emerson, Lake & Palmer, con sonorità e carattere alla Genesis dell’epoca Collins, ma con un’originalità tutta propria.
I Kerygmatic Project, pur non ignorando la grande tradizione italiana della P.F.M., del Banco del Mutuo Soccorso o delle Orme, solo per citare qualche esempio significativo, preferiscono utilizzare la lingua inglese. L’internazionalità e la musicalità di questa lingua, fanno dell’inglese l’idioma prescelto per le composizioni che si incanalano in una tradizione che, inizialmente, come si è già detto, ha le sue origini proprio in Inghilterra tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70.

Gianni Belleno & Nico Di Palo of NEW TROLLS
Davvero non ha bisogno di presentazioni un nome come quello dei New Trolls. Cinquant’anni di storia sono passati, dalla brillante apertura dei concerti italiani dei Rolling Stons e dei Led Zeppelin, che hanno consacrato la stella dei New Trolls nel firmamento delle Band d’importanza internazionale, da allora non si sono più fermati, stregando con la tecnica, le vocalità polifoniche e con le innovative partiture, le platee di tutto il mondo. Milioni di “note”, scritte, interpretate e rimaste impresse nella storia musicale italiana, dai più grandi successi della band genovese, nata nel 1966:  Nel '67 il primo singolo “Sensazioni” - nel '68 “Senza orario Senza bandiera” il primo Concept Album - nel 69 “Una miniera”, “Visioni” - nel 71 “Concerto Grosso per i New Trolls” - Nel 72 “Searching for a land”, nel 79 “Quella Carezza della Sera”, “Aldebaran” e tante altre a testimonianza delle loro profonde e ben radicate affinità con la musica. Dense atmosfere, testi e liriche importanti, sono i punti di partenza, per proseguire una organizzazione complessiva perfettamente coerente, fatta di alternanze di voci e di movimenti, rapidi e lenti, di contrasti dinamici e ritmici, come rma di uno stile musicale.
Il nuovo progetto prende il nome di : "Of NEW TROLLS" L’impegno reso possibile grazie alla fiducia dei fans, che da sempre hanno seguito le esibizioni dei due artisti, oggi hanno l’occasione di rivedere, finalmente sullo stesso palco, Nico e Gianni, eseguire i brani storici, dalle sonorità pop e del rock progressivo tricolore. Nico Di Palo e Gianni Belleno, saranno accompagnati da una Band ultracompatta di musicisti di alto spessore: Claudio Cinquegrana, chitarra e cori; Stefano Genti, tastiera e voce; Umberto Dadà, voce; Claudio Tarantola, tastiere e cori; Nando Corradini, basso e cori.





10 Settembre – ore 21.15 (ingresso € 10)
Piacenza, l’incanto nascosto ... Viaggio fra musica e arte fra le meraviglie di Piacenza
di PHILIPPE DAVERIO
Con LAMBERTO CURTONI (violoncello)

Il rinomato critico d’arte Philippe Daverio ci conduce attraverso un viaggio tra gli incanti artistici e storici di Piacenza, accompagnato dall’ammaliante violoncello di Lamberto Curtoni. Uno spettacolo per tutti che parla di tutti noi. Philippe Daverio e` uno storico e critico dell’arte, docente, scrittore, conduttore televisivo di sconfinata cultura. Ci accompagnera` dentro la storia e i monumenti noti e meno noti di Piacenza, incastonando il suo racconto fra le note del violoncello.
Lamberto Curtoni è nato a Piacenza nel 1987 da una famiglia di musicisti. E` uno dei migliori violoncellisti e compositori della sua generazione. Fra i maggiori interpreti e committenti della sua musica vi sono: Franco Battiato, Yuri Bashmet e i Solisti di Mosca, Gidon Kremer e Kremerata Baltica, Julius Berger, e prestigiosi ensemble tra i quali: Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra dei Pomeriggi Musicali, Orchestra di Padova e del Veneto e Ensemble cameristico dell’Orchestra RAI.



12 settembre – ore 21 (ingresso € 10)
Opening: Giuvazza

Giuvazza è il nome d’arte di Giovanni Maggiore. Torinese, sebbene giovanissimo dopo diverse esperienze rock locali diventa il chitarrista di Eugenio Finardi. E’ appena uscito il suo primo disco solista, accompagnato dalla band storica di Eugenio, che presenterà in questa occasione.
EUGENIO FINARDI
Eugenio Finardi, classe 1952, è il maggiore esponente di quella che viene chiamata la “scuola milanese”. Profondo Cantautore, figlio di una cantante d’opera americana, è un vero rocker che ama Pergolesi e la musica classica. Dopo l’incisione di un disco di canzoni per bambini all’età di nove anni (contenente la canzone Palloncino rosso fuoco), inizia la carriera negli anni settanta come musicista rock, in gruppi quali Tiger e Il Pacco con il giovane chitarrista italo-brasiliano Alberto Camerini. Inizia poi a scrivere canzoni con testi in inglese, e nel 1973 la Numero Uno (casa discografica di proprietà di Mogol e Lucio Battisti) pubblica il suo primo 45 giri, con Spacey stacey e Hard rock honey, brani con sonorità vicine all’hard rock, cantati in inglese, di cui Finardi scrive le musiche (i testi sono della cantautrice californiana Marva Jan Marrow).
Decide quindi di passare all’italiano, con testi diretti ed impegnati, e viene messo sotto contratto dalla Cramps di Gianni Sassi, Sergio Albergoni e Franco Mamone, che pubblica il suo primo album nel 1975: si intitola Non gettate alcun oggetto dai finestrini e contiene anche una cover rock della canzone folk Saluteremo il signor padrone. Il successo arriva l’anno dopo con Sugo che porta in sé due delle sue canzoni più famose, La radio e Musica ribelle. Segue l’album Diesel del 1977 considerato tra i suoi migliori, che contiene altri brani divenuti famosi come Non e` nel cuore, Diesel e Non Diventare Grande Mai. In questi anni la Cramps dedica, per la registrazione degli album di Finardi, i suoi musicisti migliori, come Patrizio Fariselli, Ares Tavolazzi e Paolo Tofani, membri degli Area.
Dalla collaborazione con il gruppo Crisalide, che vede tra i componenti Mauro Spina alla batteria, Ernesto Vitolo alle tastiere e Stefano Cerri (figlio del già famoso chitarrista jazz Franco Cerri) al basso elettrico nasce l’album Blitz del 1978, che contiene tra gli altri i brani Extraterrestre e Cuba, nei testi si nota marcatamente il disagio dovuto al riflusso culturale nell’Italia di quegli anni.
La band che lo accompagna in questo progetto è costituita da: Max Carletti (chitarre), Paolo Gambino (pianoforte e tastiere), Federico Ariano (batteria e percussioni) e Stefano Profeta (basso elettrico e contrabbasso). Nello stesso anno Finardi si cimenta con la Classica Contemporanea ne Il cantante al microfono, disco e concerto per voce e sestetto classico. Assieme all’ensemble Sentieri selvaggi, diretto da Carlo Boccadoro, Finardi esegue le canzoni del poeta russo Vladimir Vysockij orchestrate dal compositore Filippo Del Corno e tradotte da Sergio Se- condiano Sacchi. L’album vince la Targa Tenco, per la migliore interpretazione. Con l’ensamble Entr’Acte diretto da Carlo Boccadoro registra La Storia Del Piccolo Sarto del compositore ungherese Tibor Harsany, liberamente tratta dalla favola dei fratelli Grimm con la quale debutta con successo al Teatro alla Scala di Milano il 27 gen- naio del 2010. Sempre con Entr’Act e Boccadoro torna nel prestigioso teatro l’anno seguente con I Cavoli a Merenda su musiche dello stesso Boccadoro e testi di Sergio Tofano.
Nell’aprile 2009 ha partecipato all’incisione del brano Domani 21/04.2009 di Mauro Pagani, i cui proventi saranno devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila. Nel 2009 ha cantato nell’ultimo album di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Lungo il viaggio, che è il titolo originale della canzone più nota con il titolo In viaggio. Nel marzo 2010 produce l’album L’occhio della Luna della giovane cantautrice Roberta Di Lorenzo da lui scoperta a un’audizione nell’ottobre 2007. A inizio 2011 Il cantante al microfono, diventa un DVD distribuito da Medusa ed edito dalla casa discogra ca Ermitage. Il 21 gennaio esce il primo libro scritto da Eugenio Finardi a quattro mani con Antonio G. D’Errico: Spostare l’orizzonte - come sopravvivere a 40 anni di Rock, edito Rizzoli, in cui Finardi espone la sua filosofia di vita.
Il 28 gennaio inizia Eugenio Finardi Electric Tour 2011, tour che segna il suo ritorno al rock delle origini, riproponendo brani degli esordi. Ad accompagnarlo una nuova band formata da Marco Lamagna al basso, Claudio Arfinengo alla batteria, Paolo Gambino alle tastiere, Paolo Zanetti e Giovanni Maggiore alle chitarre; in seguito si aggiunge Claudio Rossi al violino e ai plettri. Partecipa al 62a edizione del Festival di Sanremo con il brano E tu lo chiami Dio, canzone che porta la firma della cantautrice Roberta Di Lorenzo, arrivando in finale. Memorabili i duetti con Noa e i Solis e con Peppe Servillo degli Avion Travel. Nei giorni del Festival esce Sessanta, triplo album con 5 inediti, tra cui spiccano Passerà, con testo di Zibba e Nuovo Umanesimo scritta insieme a Max Casacci dei Subsonica con il quale inizia una collaborazione che proseguira` nel 2013. Nuovo Umanesimo vede Finardi tornare alle sonorità e alle tematiche degli esordi e dà il nome al tour che lo vede impegnato fino all’autunno.
Il primo maggio viene invitato ad aprire il concertone di Roma con l’inno di Mameli in versione taranta/rock, mentre a settembre, al Traffic Festival di Torino e al Palasharp di Milano, parteciperà a un omaggio alla Cramps records, l’etichetta per cui aveva debuttato oltre trent’anni prima. Nella stessa sera, oltre a Finardi, si esibiscono Claudio Rocchi e i riuniti Area. Oltre al suo set consueto, Finardi ripropone - dopo 30 anni - Diesel, eseguito dalla band di Finardi con Patrizio Fariselli alle tastiere, e sarà ospite del finale del set degli Area, con cui esegue il loro classico Gioia e rivoluzione. Al Concertone del primo maggio 2012 Mauro Pagani lo invita a interpretare Like a Rolling Stone di Bob Dylan. Nella primavera 2013 Elio e le Storie Tese lo chiamano a cantare A Piazza San Giovanni, canzone scritta da loro nel suo tipico stile, che fa da prologo al singolo Il Complesso Del Primo Maggio tratto dal loro CD Album biango. A gennaio 2014 viene pubblicato il suo nuovo album, prodotto da Max Casacci e registrato a Torino, Fibrillante. Le sue canzoni, da Musica Ribelle a Extraterrestre sono entrate nel novero delle più belle canzoni italiane di sempre. Intrattenitore affabile e gentile, Eugenio ripercorre in questo spettacolo le tappe più significative di 40 anni di carriera.


 
Prevendite: Alphaville Piacenza – Piazza Tempio 50