Fondazione Teatri di Piacenza
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05 novembre 2017
SERENATA Trovatori Menestrelli e Wanderer - Venerdì 24 novembre 2017
05 novembre 2017
Enerbia
“Con gioia inizio questa mia canzone, / ne sono colmi il cuore e la mente,/ poiché la gioia d’amore, che vince ogni altra/ mi ordina e mi chiede di cantare…” : questo l’omaggio del trovatore Albertet de Sisteron a Guglielmo Malaspina all’inizio del XIII secolo.
Nel corso del Duecento molti poeti erranti della Provenza vengono accolti a Bobbio e nel Castello di Oramala in Oltrepò Pavese. All’epoca le corti dei Malaspina erano un crocevia vivissimo, situate nel cuore del reticolo di strade che collegava la pianura padana e il mare, attraversato da mercanti e pellegrini. A Oramala passava la via anticamente percorsa dai pellegrini diretti a Bobbio, oggi ridenominata Via degli Abati e la strada che scendeva poi nel Mar Ligure. La generosità dei Malaspina, tra i quali Corrado l'Antico ricordato da Dante nel Canto VIII del Purgatorio, era splendida. Nella sua corte si vivevano i rituali dell'amor cortese con poeti, giullari, dame e cavalieri.
La prima parte dello spettacolo è dedicata ai testi – poetici e musicali – di questi straordinari poeti erranti tra i quali Raimbaut de Vaqueiras: a lui si deve tra l'altro una composizione chiamata Contrasto, vivissimo dialogo tra una superba Dama genovese e un povero Trovatore provenzale, che contiene le prime strofe di un volgare italiano della nostra letteratura. Ai componimenti dei Trovatori si accosteranno quelli dei clerici vagantes, i giovani studiosi che si muovevano in Europa alla ricerca dei maggiori maestri del tempo con l'esecuzione di brani scelti dai Carmina Burana.
Rivive nello spettacolo un Medioevo di luce e di gioia, con brani che celebrano la fine dell'inverno (Tempus transit gelidum), le feste e gli amori del mese di Maggio (Kalenda Maya), la danza e il buon vino (Wenn ich trinke guten Wein).
Il viaggio dei trovatori, definito un “pellegrinaggio laico”, è un viaggio simbolico e insieme reale. La poesia cortese si irradia rapidamente a partire dalla regione d’origine in tutta Europa, verso sud e verso nord, e i poeti erranti, portando con sé i loro strumenti musicali (il liuto di origine araba, l'arpa, la viella, il salterio, la ghironda ) sostano di corte in corte diffondendo la nuova poesia e la nuova concezione dell’amore. Attraverso la poesia dei trovatori nasce la letteratura europea, allo stesso modo in cui la cultura europea viene plasmata dalle vie di pellegrinaggio, come il Cammino di Santiago e le Vie Francigene, sui cui stessi sentieri passavano i trovatori.
Dopo l'epoca medievale la figura del musicista errante subisce trasformazioni e metamorfosi ma si conserva e ricompare periodicamente. La seconda parte dello spettacolo farà rivivere alcune delle successive incarnazioni di questo mito poetico - musicale con la proposta di brani da Schubert, Verdi per arrivare sino al moderno menestrello Bob Dylan, premiato con il Nobel.
Maddalena Scagnelli