Fondazione Teatri di Piacenza
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20 gennaio 2018
IL TRITTICO DI GIACOMO PUCCINI - 2 E 4 FEBBRAIO 
20 gennaio 2018
Foto Rolando Paolo Guerzoni
La Stagione d'Opera 2017/2018 del Teatro Municipale di Piacenza prosegue venerdì 2 febbraio alle 20.30 e domenica 4 febbraio alle 15.30 con Il Trittico di Giacomo Puccini, capolavoro costituito dai tre atti unici Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, in occasione del centenario dalla prima rappresentazione, avvenuta il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York. La Fondazione Teatri di Piacenza dedica Il Trittico alla memoria di Simonetta Puccini, scomparsa lo scorso dicembre. La nipote del grande compositore, custode devota del ricordo del nonno e dei luoghi da lui amati, seguiva con interesse la programmazione del Teatro Municipale (l'ultima volta era stata a Piacenza in occasione di Madama Butterfly nell'aprile 2016) e non avrebbe perso l'occasione di assistere anche alla prima del Trittico.
L’opera sarà diretta da Aldo Sisillo, alla guida dell’Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna e del Coro del Teatro Comunale di Modena preparato da Stefano Colò. Lo spettacolo riprende l’allestimento di grande successo del 2007 firmato dalla regista Cristina Pezzoli, pubblicato e messo in commercio in DVD da TDK/Rai Trade. Il nutrito cast comprende nomi di assoluto prestigio internazionale: nel ruolo di Michele (Il Tabarro) e di Gianni Schicchi farà il suo atteso ritorno al Municipale Ambrogio Maestri, uno dei più acclamati baritoni della scena internazionale, particolarmente amato dal pubblico di Piacenza, ospite regolare del Teatro alla Scala, de l’Opéra National de Paris, dell’Opernhaus di Zurigo, del Festival di Salisburgo e del Metropolitan di New York. Il ruolo principale di Suor Angelica e quello di Giorgetta nel Tabarro sarà interpretato dal soprano Anna Pirozzi, di casa sui più prestigiosi palcoscenici, recente ospite al Teatro alla Scala di Milano, al Covent Garden di Londra e al Teatro Real di Madrid. Il tenore di grande temperamento Rubens Pelizzari sarà Luigi e la piacentina d'adozione Anna Maria Chiuri, mezzosoprano tra i più apprezzati, sarà impegnata nei tre ruoli de La Frugola, Zia Principessa e Zita; il tenore Marco Ciaponi, uno dei giovani talenti cresciuti nell'ambito dell'Opera Laboratorio del Teatro Municipale di Piacenza, vestirà i panni del Tinca e di Rinuccio. La produzione unisce le forze di quattro Teatri: Fondazione Teatro Comunale di Modena, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.
L’idea di un’opera costituita da tre atti unici fu di Puccini e, sebbene non avesse precedenti, assecondava un costume che aveva già dato vita ad alcuni capolavori della scuola verista italiana, come Cavalleria Rusticana e I pagliacci, ed era diffuso nell’avanguardia europea. Il Trittico debuttò in America a guerra appena finita anche se Puccini non poté assistervi per il pericolo di mine inesplose che impedivano di attraversare l’Atlantico. La prima italiana si tenne a Roma nel gennaio del 1919, poi il titolo conobbe diversi allestimenti di prestigio negli anni successivi, a Londra, Buenos Aires, Vienna, Torino e Bologna. L’ultima ripresa importante ebbe luogo alla Scala nel gennaio del ’22, dopo di che l’opera assecondò la tendenza a smembrarsi nei tre singoli episodi che incontrarono diversi gradi di popolarità, con Gianni Schicchi in testa. I tre episodi dell’opera sono profondamente diversi l’uno dall’altro: un fosco delitto passionale sulle rive della Senna (Il tabarro), la colpa e la disperazione di una suora in un convento di clausura (Suor Angelica), la comicità irresistibile di una truffa nella Firenze medioevale (Gianni Schicchi). L’intera scena del Tabarro si svolge sulla chiatta di Michele, un barcone da carico dove gli scaricatori hanno terminato il loro lavoro. Giorgetta, sua giovane moglie, ama segretamente Luigi, uno degli operai, e lo attende come ogni sera. Michele sorprende Luigi sul ponte della barca mentre cerca di incontrare la moglie, lo uccide e lo nasconde sotto il tabarro prima di mostrarlo crudelmente alla moglie. Figlia di una famiglia aristocratica, Suor Angelica sconta in un convento di clausura il peccato di aver messo al mondo un figlio illegittimo. Dopo sette anni di sofferenze e di speranze, Angelica apprende la notizia della morte del figlio, e distilla un veleno con cui trova la morte. Nell’ultimo episodio invece, tratto dalla Divina Commedia, la famiglia di Buoso Donati interrompe bruscamente la veglia funebre quando scopre che il parente appena deceduto ha lasciato tutti i suoi beni in eredità ai frati. Chiamato in soccorso, lo scaltro Gianni Schicchi si finge Buoso ancora in fin di vita per dettare un nuovo testamento all’ignaro notaio.